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Ultimo aggiornamento: 18-07-2021

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Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore

Misure urgenti per fronteggiare l\'emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore

DECRETO-LEGGE 7 gennaio 2022, n. 1

Il decreto in Gazzetta Ufficiale:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2022-01-07&atto.codiceRedazionale=22G00002&elenco30giorni=false

(GU Serie Generale n.4 del 07-01-2022)

Entrata in vigore del provvedimento: 08/01/2022

Con il decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 7 gennaio 2022, n. 4, sono state adottate ulteriori misure di prevenzione e contenimento del COVID-19, al fine di limitare l'andamento crescente della curva dei contagi e di implementare le forme di protezione per le categorie maggiormente esposte.

In particolare, l'art. 1 del citato DL 1 ha introdotto,nell'ambito del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, l'art. 4 quater, prevedendo, a decorrere dall'8 gennaio u.s. e sino al 15 giugno p.v., l'obbligo vaccinale per tutti i soggetti che abbiano compiuto o che compiranno in tale arco temporale, i 50 anni di età.

Tale obbligo riguarda i cittadini italiani o di altri Stati membri dell'Unione europea residenti nel nostro territorio, nonché i cittadini stranieri di cui agli artt.34 e 35 del D.Lsvo 25 luglio 1998 , n.286.

Le sanzioni derivanti dal mancato rispetto del predetto obbligo vaccinale - anche per i soggetti per i quali lo stesso già vigeva in virtù dei precedenti interventi normativi, i cui contenuti restano fermi – sono irrogabili dal 1° febbraio p.v e sono di competenza del Ministero della Salute, per il tramite dell'Agenzia delle Entrate.

In correlazione a tali misure, il medesimo art. 1, inserendo nell'ambito del richiamato decreto-legge 44/2021, l'art.4, prevede che, a decorrere dal 15 febbraio p.v., le persone di età superiore ai 50 anni, siano essi lavoratori pubblici o privati, debbano possedere il green pass "rafforzato” ed esibirlo, per accedere ai luoghi di lavoro.

In proposito si evidenzia che il possesso del certificato verde "rafforzato", la cui verifica spetta ai datori di lavoro, costituisce requisito essenziale per lo svolgimento dell' attività lavorativa.

Nel caso in cui detti soggetti non posseggano il green-pass rafforzato non possono accedere ai luoghi di lavoro e sono considerati assenti ingiustificati, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del posto di lavoro fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque, non oltre il 15 giugno 2022. Per i giorni di assenza ingiustificata non sono dovuti ne la retribuzione ne altro compenso o emolumento, comunque denominati.

Nei casi in cui la vaccinazione sia legittimamente omessa o differita, ai sensi del citato art.4 quater, comma 2, il datore di lavoro adibisce i soggetti interessati anche mansioni diverse, senza decurtazione della retribuzione, in modo da limitare i rischi di diffusione del virus.

L'irrogazione delle sanzioni connesse alla mancata verifica del possesso del green-pass rafforzato e all'accesso ai luoghi di lavoro in assenza dello stesso, è di competenza del Prefetto, che vi provvede con l'osservanza, per quanto compatibili, delle disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n.689.

L'art.2 del citato D.L 1/2022 estende, inoltre, senza limiti di età e a decorrere dal 1° febbraio, l'obbligo vaccinale al personale universitario, a quello delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e degli istituti tecnici superiori.

Inoltre, a decorrere dal 20 gennaio p.v., in base all'art.3 , e richiesto il possesso del green pass base per accedere ai servizi alla persona e per i colloqui visivi in presenza con i detenuti e gli internati.

Parimenti il possesso della certificazione cosiddetta ordinaria diviene essenziale per l'accesso ai seguenti servizi:

  • Accesso ai pubblici uffici;
  • Ai servizi postali, bancari e finanziari;
  • Alle attività commerciali, fatti salvi quelli necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona – che verranno individuati con DPCM – a decorrere dalla data del 1 ° febbraio p.v. o, qualora diversa, da quella di efficacia del medesimo D.P.C.M.

Le relative verifiche sono rimesse ai titolari, ai gestori e ai responsabili dei relativi servizi o uffici.

Autore Commissione per la gestione provvisoria del Comune

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